Negli ultimi giorni, parlando con clienti, ma anche con colleghi e colleghe, mi sono accorto del variopinto flusso di chiacchiericci che ha generato il fenomeno dell’eclissi solare.
In questi ultimi mesi, come sai, sono stato assorbito da diversi progetti: il trasloco di casa e studio, la realizzazione del mio nuovo team di medicina olistica integrata e molto altro ancora. Le voci dei social mi sono state, perciò, piuttosto estranee.
Così mi sono preso del tempo.
Ho fatto un po’ di spazio dentro di me per accogliere il significato profondo di un altro dei tanti spettacoli che la Natura ci dona.
Questo post giunge in ritardo, ma desidero ugualmente condividere con te la consapevolezza che mi è stata affidata, affinché tu possa coltivarla, nutrirla e, al momento giusto, farla germogliare.
Eclissi, Archetipi e altre storie sulla Natura…
La prima riflessione è spontanea, quasi retorica: perché temere l’eclissi?
Può l’Assoluto aver mai pianificato un’opera a danno del Creato che Ama?
Non credo proprio.
Certamente, esistono pericoli nel mondo.
Il fuoco brucia. Il freddo congela. Fissare un’eclissi a occhio nudo può provocare danni agli occhi, proprio come fissare il Sole.
Ma qui non si parla di sventura o di maledizione.
Si parla di buonsenso.
Le proprietà energetiche e spirituali sono tutta un’altra storia.
E forse è proprio questa la storia che è arrivato il momento di raccontare.
Ti presento i personaggi
La Luna.
Il femminile. Il mondo interiore, quello delle nostre emozioni, ma anche delle nostre ombre. L’intimità. La relazione con le parti di noi ferite e con quelle che custodiscono i nostri talenti.
Splende di luce riflessa. Per questo la vediamo soprattutto durante la notte, nel buio.
Il Sole.
Il maschile. Il razionale. Il manifesto. Ciò che è visibile, espresso, proiettato verso l’esterno.
Illumina, scalda, brucia.
È intuizione creativa, impulso generativo, capacità di dare forma alla vita attraverso la riproduzione, l’opera delle mani, l’intelletto, l’immaginazione.
Ma Sole e Luna non sono semplicemente “uomo” e “donna”.
Sono due archetipi che abitano entrambi dentro ciascuno di noi.
E la loro relazione ci racconta qualcosa di molto profondo sul rapporto tra la nostra dimensione esteriore e quella interiore.
La danza di Sole e Luna
Il Sole porta vita e nutrimento. È un’energia esplosiva, che ha bisogno di essere raccolta, custodita e incanalata verso un intento.
La Luna è la Madre che ognuno di noi serba in sé: colei che si fa contenitore, terra fertile nella quale il seme può germogliare per donare, un domani, i suoi frutti.
È quello spazio che dovremmo ricreare dentro di noi: fatto di silenzio, ascolto e contemplazione.
Lo spazio necessario affinché un’emozione possa trasformarsi in consapevolezza e un’intuizione possa evolversi in progetto.
Questa trasformazione, spesso, può avvenire soltanto nel buio del nostro inconscio.
Attenzione: buio non significa cattivo.
È solo buio.
Un luogo di riposo, di riflessione, di ascolto.
Quando vivi un’esperienza intensa, quando sei travolto da un’improvvisa folgorazione, ciò che occorre talvolta è chiudere i sensi esterni per dare voce a ciò che senti dentro.
Solo così puoi interiorizzare.
Ed è proprio questo processo che può spaventarci.
Perché fare spazio al nuovo significa anche fare i conti con le nostre insicurezze, i timori, i fallimenti, i giudizi.
Con tutte quelle ombre che se ne stanno in agguato nelle pieghe della nostra personalità, in attesa della prima occasione per saltare fuori.
L’Antagonista svelato
Ecco la maledizione.
Ecco la sventura.
Ecco ciò che culturalmente rinneghiamo.
Non il femminile in quanto tale, bensì l’Archetipo di quell’interiorità con cui proprio non vogliamo fare i conti.
Perché riconoscerla significherebbe assumersi la responsabilità della sua esistenza.
La morale di questa storia è tutta qui.
La notte non è solo oscurità.
La Luna non rappresenta il disagio.
Indica semplicemente ciò che è nascosto nel profondo.
E cosa ospitare nel tuo profondo dipende da te.
Puoi scegliere di conservare quelle convinzioni sociali, quei condizionamenti e quel retaggio che ti inducono nel giudizio e nella paura.
Oppure puoi scegliere di fare pulizia.
Spazzare la soglia della tua mente subconscia a colpi di ramazza, come facevano le streghe di un tempo — altri archetipi fraintesi che oggi possono ritrovare il loro vero significato.
Puoi fare spazio, dentro di te, a un silenzio più aperto.
A una notte più accogliente.
A un luogo fertile nel quale sogni e idee possano germogliare, anziché morire.
E allora, considerate le condizioni sociali e culturali dell’epoca in cui viviamo, l’eclissi assume ai miei occhi un significato ancora più interessante.
Gran finale sotto l’Eclissi
È la Luna che, una volta tanto, stanca di essere Madre fraintesa, diventa Donna, sposa il Sole e rivendica il proprio posto di Imperatrice.
Non perde i suoi ruoli.
Li estende.
Quella Luna docile, che vive di luce riflessa e che ci guida nel buio con la dolcezza del suo bagliore argenteo, diventa Matrona.
E, con la sua presenza, rimette in riga i più docili di cuore, affinché anch’essi possano vedere quali ombre nascondono dentro di sé e, se lo desiderano, trasformarle.
Ecco svelata la maledizione.
La sventura.
Il mostro nel cielo dal quale certi guru new-age ci consigliano di fuggire.
È, invece, la vittoria della Verità sulla personalità illusoria.
Sulle maschere.
Sulla menzogna.
La Verità che il mondo, spesso, preferisce rinnegare per non assumersi la responsabilità di ciò che vede.
La Verità nella quale, invece, potremmo scegliere di tuffarci.
Eppure, non posso fare a meno di notare quanto sia dolce e delicato l’Assoluto nella sua opera.
Ci mette a nudo, ma solo per poco.
Per un breve momento.
Il tempo giusto affinché chi è pronto possa compiere un passo avanti, senza scioccare troppo coloro che hanno ancora bisogno di maturare.
Ricordalo, per la prossima eclissi.
Ricordalo ogni volta che leggerai qualcuno inneggiare alla paura e alla fuga da eventi naturali che altro non sono che doni.
La notte non è una condanna.
Il buio non è il male.
E ciò che viene temporaneamente oscurato non è necessariamente perduto.
A volte, è proprio nell’ombra che qualcosa di nuovo sta prendendo forma.
Ricorda che l’Indicibile Ama.
Anche te.



